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Tribunale di Grosseto, Sentenza n. 683 del 11/07/2017

Nel caso di mancato recapito del destinatario o di altra persona incaricata alla ricezione, può farsi applicazione analogica dell’art. 8, co. 4, legge n. 890/82 secondo cui la notificazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata ovvero di ritiro del piego qualora anteriore.

Sentenza n. 683/2017 pubbl. il 11/07/2017

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI GROSSETO
SEZIONE CIVILE

Il Giudice, Dr.ssa Anna Multari, ha emesso la seguente

SENTENZA

Nella causa civile iscritta al n. 25457 del ruolo generale affari contenziosi dell’anno 2007

TRA

[società] in persona del legale rappresentante elettivamente domiciliata in presso lo studio dell’avv. [avvocato] che la rappresenta e difende anche in unione all’avv. giusta procura a margine dell’atto introduttivo

PARTE RICORRENTE

E

[condominio] in persona dell’amministratore CF elettivamente domiciliato presso lo studio dell’avv. [avvocato ] in [xxx] che lo difende e rappresenta giusta delega in calce alla comparsa di costituzione e risposta

PARTE RESISTENTE

CONCLUSIONI DELLE PARTI

Le parti concludevano come da verbale dell’udienza di precisazione delle conclusioni.

CONCISA ESPOSIZIONI DELLE RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO

Con ricorso la società di aver ricevuto in qualità di condomina del convenuto Condominio lettera raccomandata per la convocazione della assemblea ordinaria per il giorno 23 agosto 2007 ore 23 in prima convocazione solo in data 3 settembre 2007, giorno in cui ritirava il plico presso l’ufficio postale e che, pertanto, rimaneva assente all’assemblea condominiale e che riceveva copia del verbale in data 14 settembre 2007.

Lamentando, dunque, di non aver potuto ricevere la comunicazione in tempo utile per partecipare all’assemblea, la ricorrente ne invocava la nullità o comunque l’annullamento.

Si costituiva il Condominio contestando quanto ex adverso dedotto ed, in particolare, sostenendo che sia sufficiente che la consegna del plico contenente la convocazione sia stata tentata nei termini, essendo irrilevante la mancata consegna per assenza del destinatario.

Il ricorso è fondato e deve essere accolto per le ragioni che seguono.

Posto che, nel caso di specie, risulta per tabulas che la comunicazione della convocazione assembleare non poteva ritenersi effettuata nei 5 giorni precedenti la data dell’adunanza condominiale, atteso che, pur non potendo ritenersi come data di comunicazione la data dell’effettivo ritiro all’ufficio postale della raccomandata, non può neanche ritenersi che la presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c. sia operativa anche laddove l’atto venga materialmente depositato nell’ufficio postale per mancato reperimento del destinatario o di altra persona incaricata alla ricezione. In tale ultimo caso, ritiene questo Tribunale, concordemente alla posizione espressa dalla Suprema Corte (Cass. II n. 25791/2016) che possa farsi applicazione analogica della regola dettata nell’art. 8 quarto comma della legge 890/02 secondo cui la notificazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata ovvero di ritiro del piego qualora anteriore.

Pertanto, pur non potendo considerarsi quale data effettiva di comunicazione della convocazione, la data del 3 settembre 2007 come vorrebbe la ricorrente, ma quella del 27/8/2007, la delibera deve essere cionondimeno annullata per mancata convocazione in tempo utile del ricorrente che non è stato, dunque, messo nelle condizioni di partecipare all’assemblea.

La delibera del 24 agosto 2007 assunta dal Condominio [xxx] deve, pertanto, essere annullata.

Le spese di lite seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale di Grosseto, definitivamente pronunciando sulla causa civile iscritta a R.G. n. 25457/2007, e vertente tra le parti di cui in epigrafe, così provvede:

  • Accoglie il ricorso e per l’effetto annulla la delibera del Condominio [xxx] del 24 agosto 2007;
  • Condanna parte resistente alla refusione delle spese di lite in favore di parte convenuta che liquida in euro 5534, euro 112,30 per esborsi, oltre rimborso al 15% per spese generali, IVA e CPA come per legge

Così deciso in Grosseto il 4/7/2017

IL GIUDICE (Dr.ssa Anna Multa ri)

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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