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Termine prescrizione multe: cinque anni dalla violazione

Il termine di prescrizione delle multe è di 5 anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione, o dai successivi atti interruttivi come la cartella esattoriale o l'intimazione di pagamento.

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Termine prescrizione multe: cinque anni dall’infrazione o dai successivi atti interruttivi.

Termine prescrizione multe: le contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada cadono in prescrizione entro cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione. Questo è quanto stabilisce l’art. 209 cds senza lasciare troppo spazio alle interpretazioni. Se l’amministrazione non avanza formale richiesta di pagamento entro i cinque anni previsti, infatti, perde il diritto a riscuotere la somma.

La prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui è commessa l’infrazione: questo termine, tuttavia, viene interrotto da ogni successiva richiesta formale di pagamento che può consistere in un semplice sollecito a mezzo raccomandata ar, oppure nella cartella esattoriale (che deve essere notificata entro due anni dalla consegna del ruolo) [1].

Abbiamo visto che la legge impone l’obbligo di contestazione immediata delle contravvenzioni, anche per le multe elevate con l’autovelox o il telelaser, salvo alcuni casi espressamente previsti dal Codice della Strada, nei quali il verbale di accertamento deve essere notificato al trasgressore entro 90 giorni (Per un approfondimento si rinvia all’articolo: “Entro quanto tempo deve essere notificata una multa“, nella quale si chiariscono tempi e modalità per la notifica a mezzo posta delle contravvenzioni). Per altro, il termine di notifica dei 90 giorni deve essere diligentemente rispettato dall’Amministrazione che in caso di colpevole inerzia decade dal potere di incassare la sanzione.

Come abbiamo visto se dopo la notifica della contravvenzione, prima della scadenza dei 5 anni previsti per la prescrizione della multa, viene notificata la cartella esattoriale il termine di prescrizione si interrompe e ricomincia a decorrere di nuovo dall’inizio e per un analogo periodo. Per tanto, entro cinque anni dalla notifica della cartella esattoriale, l’agente della riscossione dovrà provvedere ad incassare il credito che, in caso contrario, si prescrive [2].

Questo principio è stato recentemente ribadito anche dal Tribunale di Messina e con riferimento alla intimazione di pagamento che è stata notificata al trasgressore oltre i cinque anni dalla notifica della cartella esattoriale, quando ormai la contravvenzione si era evidentemente prescritta per decorso del termine quinquennale. [3]

  1. Legge Finanziaria 2008, art. 1 comma 153: “a decorrere dal 1º gennaio 2008 gli agenti della riscossione non possono svolgere attività finalizzate al recupero di somme, di spettanza comunale, iscritte in ruoli relativi a sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per i quali, alla data dell’acquisizione di cui al comma 7, la cartella di pagamento non era stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo.
  2. Corte di Cassazione, Sezioni Unite, Sentenza n. 23397 del 25 ottobre 2016.
  3. Tribunale di Messina, Sentenza n. 1037/2017 del 11 aprile 2017.
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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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