Notizie Giuridiche

Spese straordinarie per il mantenimento dei figli.

Quali sono, chi decide, ma soprattutto, chi le paga?

La distinzione tra spese ordinarie e straordinarie.

Uno dei maggiori motivi di contrasto tra i coniugi riguarda le spese straordinarie per il mantenimento dei figli, anche perché, nel silenzio del legislatore, la relativa disciplina è stata fissata dai tribunali con diverse pronunce spesso in contrasto tra loro.

La disciplina relativa al mantenimento dei figli ed alla distinzione tra spese ordinarie e straordinarie, come si diceva, è frutto dell’elaborazione giurisprudenziale relativa ai principi ed ai criteri fissati dall’articolo 337-ter IV comma del Codice Civile. Per tanto, vengono considerate spese ordinarie tutte quelle inerenti le esigenze quotidiane dei figli anche in relazione alle condizioni economiche familiari: le spese alimentari, scolastiche e di svago, rappresentando esigenze normali vengono considerate spese ordinarie.

Possono invece considerarsi spese straordinarie tutte quelle che sono imprevedibili e non ricorrenti rispetto alla vita quotidiana e ordinaria dei figli; per tale ragione non è possibile includerle nell’assegno di mantenimento né determinarle in maniera forfettaria (Cass. n. 11894 del 9 giugno 2015).

Tuttavia il criterio distintivo non è quantitativo, ma qualitativo: l’entità della spesa in relazione al tenore di vita ed alle condizioni economiche familiari, unita alla imprevedibilità della stessa, la rende una spesa straordinaria. Alla luce di questo principio, per tanto, non sono straordinarie le spese mediche per controlli periodici o di routine, poiché mancano del requisito dell’imprevedibilità pur non essendo possibile quantificarle a priori (Cass. 11316 del 23 maggio 2011).

Nella pratica, quindi, in sede di separazione il contributo economico a favore dei figli si distribuisce tra i genitori ponendo una certa somma a carico di uno dei due coniugi per le spese ordinarie, mentre per le spese ordinarie si fissa un criterio di ripartizione in percentuale.

Chi decide sulle spese straordinarie?

In linea generale, la vigente normativa non impone di concordare le spese straordinarie tra i genitori, a meno che non si tratti di spese che, per la loro rilevanza ed importanza, implichino decisioni di maggiore interesse per i figli (ad esempio in caso di eventi eccezionali ed imprevedibili).

Nella prassi, i genitori circoscrivono la necessità di accordo solo ad alcune spese che superano un importo prefissato, rimanendo autonomi nel decidere le spese straordinarie di importo inferiore. Sull’altro genitore, tuttavia, incombe l’obbligo di mantenersi informato e di vigilare al riguardo.

Quando sono in gioco gli interessi di un minore, comunque, ogni principio può essere derogato: quindi ben può accadere che il Tribunale deroghi a quanto stabilito in linea di principio dalla legge (Cass. 9376 del 27 aprile 2011) e cioè che vengano fissate non solo le percentuali con le quali il genitore deve contribuire alle spese straordinarie, ma anche le modalità con cui deve intervenire nelle relative decisioni.

Quanto appena detto trova conferma in una recentissima ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 25055 del 23 ottobre 2017: in questo caso, anche al fine di porre rimedio alla fortissima conflittualità fra i genitori, tutte le spese straordinarie, senza distinzione alcuna, devono essere decise e concordate preventivamente.

Cassazione n. 25055 del 23 ottobre 2017: In considerazione della elevata conflittualità tra i genitori, anche al fine di evitare probabili fonti di contenzioso, è giustificata una deroga al regime legale sulle spese straordinarie e, quindi, è possibile disporre l’estensione dell’obbligo di preventiva concertazione a tutte le spese straordinarie, comprese quelle mediche e scolastiche.

(Riproduzione riservata)

 

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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