Notizie Giuridiche

Se il giudice sportivo chiude la curva il tifoso va rimborsato

E’ vessatoria la clausola che esclude il rimborso dell’abbonamento al tifoso, se la curva viene chiusa per un provvedimento del giudice sportivo.

rimborso biglietto
Se la curva è chiusa l’abbonato ha diritto ad un altro biglietto

Tempi duri per le società di calcio che si troveranno a dover subire le intemperanze delle proprie tifoserie mettendo mano al portafogli.

Non bastano le sanzioni della Giustizia Sportiva, ora c’è anche il risarcimento dei danni a favore dei tifosi che non possono assistere alla partita.



Il Tribunale di Roma, infatti, ha ritenuto vessatoria la clausola con la quale le società di serie A sono solite escludere o limitare la loro responsabilità in caso di impossibilità “oggettiva parziale della prestazione”, vale a dire in tutte quelle occasioni in cui non possono garantire la fruizione dell’abbonamento per provvedimenti indipendenti dalla loro volontà.

La vicenda giudiziaria

E’ proprio questo il caso della chiusura della curva dello stadio Olimpico disposta dal Giudice Sportivo per alcuni cori razzisti. Il tifoso abbonato non aveva potuto assistere a tre partite di campionato, ma l’abbonamento sottoscritto prevedeva espressamente che il rimborso fosse escluso in questi casi.

La clausola è vessatoria ai sensi dell’art. 33 comma 2 lett. b) del Codice del Consumo, poiché ha l’effetto di escludere o limitare la responsabilità della società in caso di inadempimento; avrebbe dovuto essere specificatamente approvata, ma così non è stato.



 

Le tre partite incriminate, tuttavia, erano state disputate regolarmente: l’abbonato tuttavia non aveva potuto sostituire il suo abbonamento con dei biglietti per i settori non sottoposti a chiusura, perché quei biglietti erano riservati ai non abbonati.

Al tifoso, quindi il Tribunale riconosce il diritto ad ottenere il rimborso, anche perché, secondo la sentenza, la società calcistica sarebbe stata obbligata a vendere un tagliando per l’accesso ad un altro settore dell’impianto.

(Tribunale di Roma, Sentenza n. 6004 del 27.03.2017)

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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