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Scout Speed: NULLO il verbale senza preventiva segnalazione.

Quando lo Scout Speed viene utilizzato per rilevare le infrazioni ai limiti di velocità deve essere segnalato. Questo e quello che stabilisce il tribunale di Belluno con la sentenza numero 535 pubblicata il 12 ottobre scorso.

scout speed
Le rilevazioni con lo scout speed devono essere preventivamente segnalate

Lo scout speed è uno strumento elettronico di rilevazione della velocità che viene nascosto all’interno delle auto civetta e per il quale I sensi del D.m. 13.6.2017, n. 282, art. 7, non è previsto alcun obbligo di segnalazione.

L’esenzione dall’obbligo di preventiva informazione agli automobilisti, disposta con il decreto ministeriale citato deroga ad una norma di legge (articolo 142, comma 6 bis, del codice della strada) secondo la quale vi è un obbligo generale di preventivo avviso agli utenti della strada sul fatto che vi sia incorso un’attività di rilevazione della velocità con strumenti elettronici.

Tale deroga deve ritenersi illegittima, proprio perché un decreto ministeriale non può derogare ad una norma di legge. Inoltre, le concrete modalità di svolgimento del servizio con scout speed non sono incompatibili con la preventiva segnalazione, ben potendo essere azionati dagli agenti i dispositivi di segnalazione luminosa presenti a bordo della vettura di servizio.



La vicenda giudiziaria

Un automobilista presenta ricorso contro una multa per eccesso di velocità, lamentando il fatto che lo strumento elettronico impiegato per contestare l’infrazione (uno scout speed) non era stato preventivamente segnalato. Il ricorso viene accolto dal giudice di pace; pertanto il comune, soccombente in primo grado, ricorre in appello al tribunale di Belluno.

Secondo il Comune appellante la sentenza di primo grado sarebbe errata in quanto il dispositivo scout speed consente di accertare le violazioni relative al superamento dei limiti di velocità sia nel caso in cui gli agenti si trovino ad inseguire l’autovettura sottoposta a controllo, sia nel caso in cui questa venga incrociata frontalmente dalla pattuglia.

L’articolo 7.3 dell’allegato 1 del D.M. numero 282 del 13 giugno 2017  dispone che “nessuna preventiva segnalazione è prevista per i dispositivi di rilevamento della velocità installati a bordo di veicoli per la misura della velocità in movimento, anche all’inseguimento”.

Nel caso di specie quindi gli agenti accertatori non avevano alcun obbligo di preventiva segnalazione, anche perché questa sarebbe stata incompatibile con le concrete modalità di rilevamento.



Occorre rispettare la gerarchia delle fonti.

Il tribunale di Belluno, tuttavia, non è di questo avviso.

L’articolo 142 del codice della strada, dettato in tema di “Limiti di velocità”, dispone al comma 6 bis che: “Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo l’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalità d’impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’interno”.

La norma in questione pone un obbligo generale di preventiva segnalazione e secondo il Tribunale si riferisce indistintamente a tutte le posizioni di controllo sulla rete stradale, quindi sia di postazioni fisse, sia le postazioni mobili, nelle quali devono essere ricomprese anche le postazioni dinamiche o “in movimento”.

Sulla base di questa considerazione il Tribunale ha ritenuto che la norma del decreto ministeriale che deroga all’obbligo generale di segnalazione non può essere applicata, in quanto l’articolo 142 del Codice della Strada è norma gerarchicamente sovraordinata.



La preventiva segnalazione non è incompatibile con lo Scout Speed.

Viene rigettata anche la difesa del Comune secondo la quale l’obbligo di preventiva segnalazione sarebbe stato materialmente impossibile in ragione delle concrete modalità di svolgimento delle rilevazioni. Sotto questo profilo la sentenza chiarisce che la pattuglia avrebbe potuto azionare I dispositivi di segnalazione luminosi installati a bordo del veicolo.

Sotto questo profilo la sentenza del tribunale di Belluno si riforma ad un principio già espresso dalla Corte di Cassazione (in tema di autovelox) secondo il quale le disposizioni che impongono di dare preventiva informazione gli automobilisti circa l’installazione di dispositivi tecnici di controllo non rilevano esclusivamente nell’ambito di servizi organizzativi interni della pubblica amministrazione, ma sono finalizzate ad informare gli automobilisti della presenza dei dispositivi di controllo medesimi, onde orientare la condotta di guida e preavvertire il possibile accertamento di infrazioni, con conseguente nullità della sanzione eventualmente irrogata in violazione di tale previsione (Cass. n. 15899 del 29 luglio 2016).

E tale principio deve trovare applicazione anche nel caso l’utilizzo di strumenti di controllo e rilevazione della velocità in movimento.

(Riproduzione riservata)

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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