Notizie Giuridiche

Posso essere licenziato se la mia azienda è in crisi?

Il licenziamento del dipendente non è automatico se l'azienda è in crisi, occorre infatti che sia dimostrata dal datore di lavoro l'effettiva impossibilità di adibire il lavoratore ad altre mansioni.

licenziamento azienda in crisi
E’ possibile licenziare il dipendente quando l’azienda è in crisi?

La crisi aziendale è una delle cause addotte con maggiore frequenza per licenziare un dipendente.

Si tratta di una possibilità ammessa dalla legge che rientra tra i casi di c.d. “giustificato motivo oggettivo” di licenziamento.

La legge 604/66 definisce il giustificato motivo oggettivo come la causa inerente all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa: si tratta di una valutazione che deve fare il datore di lavoro, al quale è rimessa la scelta delle strategie più corrette per la migliore gestione della sua impresa.

Tuttavia l’esercizio di questo potere non è senza limiti. La Giurisprudenza ha chiarito in più occasioni che il licenziamento per crisi aziendale è legittimo solo in presenza di particolari condizioni.

Il datore di lavoro, infatti, deve dimostrare da un lato che la sua azienda si trova in una situazione di crisi per la quale è necessario il contenimento dei costi aziendali, tra i quali rientra anche il costo per il personale.

Ma non basta: il licenziamento è legittimo solo se l’impresa dimostra che il posto di lavoro del dipendente licenziato è stato realmente soppresso e che, quindi, non è stato possibile riassorbire il lavoratore in altro impiego.



La vicenda giudiziaria

Un giornalista viene licenziato dal giornale per cui lavora: la crisi economica impone tagli ai costi ed al personale. Tra l’altro, la crisi è evidente in quanto la testata sta beneficiando della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) e la decisione sui tagli al personale era stata concordata con il il comitato di redazione del quotidiano.

Secondo la Cassazione (sentenza n. 24482 del 20 ottobre 2017) il licenziamento è illegittimo, perché il datore di lavoro non ha dimostrato che il dipendente non poteva essere adibito ad altro incarico e che la sentenza della Corte d’Appello aveva errato nel ritenere automatica, in presenza di una situazione di crisi, la possibilità di licenziare in maniera indiscriminata.



La crisi aziendale e il contenimento dei costi non legittimano il licenziamento per giustificato motivo oggettivo se l’azienda non fornisce la prova che il posto è soppresso. Spetta, infatti, al datore di lavoro dimostrare che è impossibile reimpiegare il dipendente in altre posizioni o con diverse mansioni. Cassazione, sezione Lavoro, sentenza n. 24882 del 20-10-2017

 

Tags

Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti

 

Comodamente su Messenger.

Il servizio è gratuito e puoi cancellarti quando vuoi.

Solo le informazioni che contano, niente pubblicità.