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Paga un centesimo o ti stacchiamo la luce

Dalle bollette pazze alle bollette sciocche il passo è breve: ma è legittimo staccare la luce per un centesimo?

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Dalle bollette pazze alle bollette sciocche. L’assurda vicenda di un’anziana di Prata (PN)

Protagonista dell’assurda vicenda è un’anziana residente a Prata (PN) alla quale l’Audax Energia, fornitrice dell’energia elettrica, ha recapitato una diffida di pagamento per un centesimo.

Avete capito bene, una costituzione in mora per 1 centesimo, con tanto di avvertimento che in caso di mancato pagamento si sarebbe proceduto al distacco della fornitura.

L’azienda si difende evidenziando come nella gestione massiva delle morosità una circostanza come questa può verificarsi.

Resta il fatto che non sapremo mai come si sarebbe comportata la società nel caso in cui questo episodio fosse rimasto sconosciuto alle cronache.

Nessuna norma vieta espressamente di procedere al distacco delle forniture quando la morosità è così contenuta. Tuttavia, basandosi sui principi generali dell’ordinamento giuridico, riteniamo di poter escludere che un distacco della fornitura in questo caso possa ritenersi legittimo.

Abbiamo già affrontato le modalità alle quali devono attenersi i gestori per procedere alla sospensione delle forniture di energia elettrica.

In questa vicenda ci limitiamo a ricordare che il contratto con il quale viene erogata l’elettricità alle abitazioni è un contratto di somministrazione, disciplinato dagli artt. 1559 e ss. del Codice Civile.

La disciplina di questo contratto prevede che, in caso di morosità di lieve entità [art. 1565 c.c.] non si può sospendere la fornitura se non dopo aver dato all’utente un congruo preavviso.

La lettera ricevuta dall’anziana, in questo caso, sembrerebbe proprio il preavviso richiesto dalla norma, ma è sufficiente per ritenere legittimo il distacco della fornitura?

Noi riteniamo di no, poiché anche la somministrazione è un contratto e come tutti i contratti, secondo il diritto italiano, deve essere adempiuto secondo correttezza e buona fede. Nel nostro ordinamento, questi criteri valgono a definire quando l’esercizio di un diritto (come quello del gestore di sospendere la fornitura in caso di morosità) possa ritenersi o meno legittimo avuto riguardo agli interessi di entrambe le parti.

Sicuramente l’inadempimento dell’anziana in questa vicenda è non solo lieve, ma privo di una qualsiasi capacità lesiva degli interessi dell’azienda fornitrice.

Quest’ultima, invece, per tutelare il proprio diritto potrebbe procedere al distacco causando un eccessivo e sproporzionato disagio all’utente.

Proprio in questa sproporzione tra tutela del diritto e gravità dell’inadempimento si sostanzia quel concetto di buona fede e leale cooperazione tra le parti del contratto che rende assolutamente illegittimo il distacco.

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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