Notizie Giuridiche

Notifica multe a mezzo posta: nulla se l’amministrazione è negligente.

E' nulla la notifica di una multa tramite il servizio postale se il termine di 90 giorni è superato per la negligenza dell'Amministrazione

Nota a Corte di Cassazione, Ordinanza n. 28388/2017 del 28 novembre 2017.

Notifica multe a mezzo posta
Notifica multe a mezzo posta

Come noto, nella notifica a mezzo posta, gli effetti sono diversi per il mittente e per il destinatario.

Sulla base del principio affermato dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 447 del 2002, il mittente non incorre in decadenza se provvede a consegnare alle Poste l’atto per la notifica entro il termine assegnato. Per il destinatario i termini per l’eventuale impugnazione iniziano invece a decorrere dalla ricezione dell’atto.

Il principio di scissione degli effetti della notificazione tra il notificante ed il destinatario è volto ad impedire che eventuali problemi della fase materiale di recapito, sui quali non si ha alcun controllo, possano pregiudicare i diritti delle parti.

Questo principio è stato ritenuto applicabile anche nell’ambito della notificazione delle violazioni al Codice della Strada da diverse pronunce della Cassazione che hanno avuto modo di chiarire come anche con riferimento ad atti non processuali, per i quali vi sia un espresso richiamo alle norme sulle notificazioni del processo civile, come avviene nel comma terzo del citato art. 201 [C.d.S. n.d.r.], la decadenza non può discendere dal compimento di un’attività riferibile non direttamente alla parte ma a terzi.(1)

Il principio astrattamente applicabile anche nella notifica delle multe, tuttavia, deve essere riscontrato nel caso concreto, per escludere che il mancato rispetto dei termini assegnati per la notifica del verbale (90 giorni) non siano conseguenza di un atteggiamento negligente dell’Amministrazione.

In tal caso, infatti, la notifica sarà da considerare nulla e il trasgressore non potrà essere tenuto a pagare la contravvenzione.

La vicenda giudiziaria.

Una società perugina incappa in un controllo elettronico della velocità nei pressi di Cortona. Il verbale di infrazione, commessa nella seconda metà di gennaio, viene però notificato correttamente solo il successivo mese di agosto, dopo alcuni tentativi non andati a buon fine e, comunque oltre i 90 giorni previsti dall’art. 201 del Codice della Strada.

Il Tribunale di Arezzo, in funzione di giudice d’appello e in riforma della sentenza di primo grado, accoglie  il ricorso della società: la notifica era stata effettuata fuori termine e a nulla erano valsi i due precedenti tentativi non andati a buon fine tra l’altro, inspiegabilmente, atteso che l’indirizzo della società era coincidente con quello di residenza del legale rappresentante e correttamente indicato nella visura camerale.

La Prefettura impugna la sentenza lamentando di aver correttamente adempiuto agli oneri a suo carico che consistono nell’individuazione del proprietario del veicolo e nella successiva consegna del verbale alle Poste per la notifica. Il fatto che questa non si sia perfezionata nei 90 giorni non dipende dalla ricorrente, ma da attività svolte dal soggetto incaricato al recapito.

La Cassazione non è di questo avviso.

Affinché il principio di scissione degli effetti della notificazione sia applicabile è necessario – secondo quanto chiarito dalle Sezioni Unite –  che il notificante, appreso dell’esito negativo, per conservare gli effetti collegati alla richiesta originaria deve riattivare il processo notificatorio con immediatezza e svolgere con tempestività gli atti necessari al suo completamento, ossia senza superare il limite di tempo pari alla metà dei termini indicati dall’art. 325 cod. proc. civ., salvo circostanze eccezionali di cui sia data prova rigorosa».(2)

In sostanza, quando la mancata notifica non è imputabile alla parte che l’ha richiesta, il processo notificatorio continua a ritenersi iniziato nel momento in cui l’atto è stato spedito, ma questa continuità sussiste solo qualora

.

Immediatezza e tempestività che non sono state riscontrate nel caso in esame, poiché dopo aver saputo del mancato esito del secondo tentativo di notifica, l’Amministrazione ha riattivato il processo notificatorio solo dopo che il termine di 90 giorni dall’infrazione era scaduto.

  1. Cassazione, Sez. II, Sentenza n. 4453 del 20 marzo 2012;
  2. Cassazione, Sezioni Unite, Sentenza n. 14594 del 2016;
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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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