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Notifica cartella esattoriale a mezzo pec: pienamente valida

Per la Cassazione è valida la notifica cartella esattoriale per pec di Agenzia Entrate Riscossione.

notifica cartella esattoriale a mezzo pec
Valida la notifica della cartella esattoriale a mezzo pec

Il procedimento di notifica della cartella esattoriale si perfeziona con l’avvenuta ricezione da parte del contribuente e non è necessaria la redazione di un’apposita relata di notifica.

Questo è quello che ha stabilito la Cassazione con un’ordinanza depositata il 28 novembre 2017, decidendo sul ricorso presentato da Agenzia Entrate Riscossione contro la sentenza del Tribunale di Ferrara che aveva accolto il ricorso di un contribuente.

L’art. 26 del d.p.r. n. 602 del 1973 consente che la notificazione possa essere eseguita “anche mediante invio” diretto dell’atto tramite raccomandata AR che oggi è pienamente equiparata ad un messaggio di posta elettronica certificata inviato dall’agente per la riscossione.

La relata di notifica, in questo caso, è superflua poiché l’accertamento sull’identità del destinatario è effettuata dall’ufficiale postale che “vi provvede con un atto (l’avviso di ricevimento della raccomandata) assistito dall’efficacia probatoria di cui ali’art. 2700 c.c., avendo natura di atto pubblico …» (così Cass. n. 6395 del 19/03/2014 che richiama Cass. n. 11708 del 27/05/2011 e v. anche n. 14327 del 19/06/2009 e di recente n. 4567 del 06/03/2015 e n. 20918 del 17/10/2016)“.

Notifica cartella esattoriale a mezzo posta o a mezzo pec? Per la Cassazione sono equivalenti e la notifica a mezzo pec è pienamente valida.

La conferma di tale ricostruzione si trova anche nel penultimo comma dell’art. 26 che dispone l’obbligo per il concessionario di conservare l’avviso di ricevimento da esibire in caso di necessità per cinque anni.

Conclude la Corte di Cassazione che, con riferimento alla recente modifica dell’art. 26, soggetto legittimato alla notifica è ancora l’esattore, poiché:

non assume specifico significato la soppressione dell’inciso relativo alla menzione espressa della figura dell’esattore” quale soggetto titolato all’invio diretto, posto che tale soppressione, com’è noto, si è giustificata soltanto a cagione del passaggio dal sistema di esazione a quello del concessionario – e poi agente – per la riscossione.

La conseguenza è la cassazione con rinvio della sentenza impugnata.

Il testo completo dell’ordinanza può essere consultato qui.

 

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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