Notizie Giuridiche

Niente assegno alla ex che ha il conto cointestato con il nuovo compagno.

L'autosufficienza economica del coniuge può dirsi raggiunta se dal nuovo rapporto scaturisce anche la disponibilità di un conto cointestato.

assegno di mantenimento
La nuova convivenza more uxorio, dimostrata dal conto cointestato, fa venir meno il diritto al mantenimento

Come noto l’assegno di mantenimento ha funzione di consentire il sostentamento dell’ex coniuge quando questi per ragioni oggettive non abbia la possibilità di mantenersi con mezzi propri.

Quando, successivamente alla separazione personale dei coniugi, uno dei due ricostituisca un’unione stabile con un altro compagno, se la convivenza non ha solo valore affettivo, ma anche di sostegno materiale ed economico, l’assegno non va concesso.



La prova dell’esistenza di un vincolo more uxorio che abbia queste caratteristiche può dirsi raggiunta nel caso in cui l’ex coniuge accenda un conto corrente bancario cointestato con il nuovo compagno.

In questo caso, infatti, appare evidente che la nuova coppia condivide non solo un vincolo affettivo, ma anche economico in quanto il conto cointestato dimostra che l’uno mette a disposizione dell’altro le proprie entrate.

Viene meno così il diritto al mantenimento che, per altro, non può rivivere neanche se la nuova convivenza termina, poiché il nuovo rapporto recide ogni collegamento con il precedente matrimonio (Cass., ordinanza 2466/2016).



La sentenza in commento è una nuova applicazione del principio giurisprudenziale sancito da Cass. 11504/2017, secondo la quale ai fini della concessione dell’assegno di mantenimento l’unico criterio cui occorre fare riferimento è l’autosufficienza economica del coniuge.

La nuova convivenza e la cointestazione di un conto corrente, infatti, dimostrano che l’ex coniuge possa fare affidamento su un sostegno morale ed economico che lo rende autosufficiente.

In tema di divorzio deve essere escluso il riconoscimento dell’assegno alla ex moglie che ha il conto cointestato con il convivente anche se non lavora. Per soddisfare le sue esigenze di vita, infatti, la donna può e deve fare affidamento sui redditi messi a disposizione dal nuovo compagno. Tribunale di Alessandria, Sent. n 812 del 14-08-2017



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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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