Guide Legali

Modifica delle condizioni economiche della separazione.

In questa guida vediamo quando e come ottenerle.

Tutti provvedimenti accessori relativi alla separazione dei coniugi – sia consensuale che giudiziale – possono essere modificati o revocati quando cambiano le circostanze di fatto in base alle quali tali provvedimenti sono stati adottati.

Quando è possibile chiedere la revisione delle condizioni economiche della separazione?

L’articolo 156 ultimo comma del Codice Civile prevede che la modifica può essere concessa se vi siano giustificati motivi (perdita del posto di lavoro, acquisita autosufficienza economica, ecc…), che devono essere sopravvenuti. Non sono tali quelli che esistevano già al momento della separazione ma non sono stati esaminati in quella sede. (Quindi, ad esempio, non si potrà richiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento lamentando una violazione dei doveri coniugali).

Una situazione che si presenta con una certa frequenza è quella relativa alla nuova convivenza dell’ex coniuge. In questo caso si parla di convivenza more uxorio se la nuova unione dà luogo ad nuova famiglia di fatto, connotata dai caratteri della stabilità, continuità e regolarità. In questo caso sarà possibile verificare se la nuova unione possa giustificare una revisione delle condizioni di separazione, poiché è possibile che l’ex coniuge riceva dal nuovo compagno anche un sostegno economico.

Queste indicazioni vanno oggi integrate con i nuovi principi giurisprudenziali espressi dalla storica sentenza numero 11504 della Cassazione pubblicata l’11 maggio 2017, secondo la quale il nuovo criterio per calcolare l’assegno di divorzio non è più il tenore di vita della coppia, ma l’autosufficienza.

Se l’ex coniuge riesce a mantenersi da solo non ha più diritto ad alcun contributo.

Come fare?

Attualmente sono possibili tre procedimenti:

La convenzione di negoziazione assistita da un avvocato;

Si può raggiungere un accordo in sede di negoziazione assistita. Se non vi sono figli minori, o maggiorenni economicamente non autosufficienti (ovvero incapaci o portatori di handicap) l’accordo sarà trasmesso al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale che – se non ravvisa irregolarità – nei 15 gg. successivi concederà il nullaosta.

In caso contrario il Procuratore della Repubblica lo trasmetterà al Presidente del Tribunale per la convocazione di un’udienza di comparizione delle parti per l’adozione di eventuali provvedimenti.

La dichiarazione congiunta al Sindaco;

Le modifiche, se concordate, possono essere convalidate attraverso una dichiarazione al Sindaco.

Questa procedura non è ammessa se vi sono figli minori, o maggiorenni economicamente non autosufficienti (ovvero incapaci o portatori di handicap)

Il ricorso al Tribunale.

Si tratta della procedura ordinaria in Camera di Consiglio che si introduce mediante ricorso.

 

 

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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