Notizie Giuridiche

La prova di un prestito nella chat di Whatsapp

Costretta a restituire il prestito dimostrato con una chat di Whatsapp

A volte si scrive senza pensare troppo alle conseguenze, ma oggi l’antica locuzione latina “scripta manent, verba volant” assume un significato ancor maggiore.

La popolare applicazione di messaggistica Whatsapp è la prova principale in un contenzioso tra due amanti.

Whatsapp
Le chat di Whatsapp possono valere come prova

La vicenda giudiziaria.

Dopo la fine della storia d’amore l’uomo chiede la restituzione di un prestito fatto all’amante per acquistare una nuova auto. La donna nega tutto, dice che i soldi sono un regalo, ma la chat di Whatsapp la inchioda.

Nel CD Rom depositato in giudizio, infatti, diversi messaggi scambiati tra i due amanti testimoniano chiaramente che i soldi che l’uomo ha dato alla donna sono un prestito e non un regalo: a dimostrazione di ciò c’è anche il fatto che dopo la rottura, lei inizia a restituire parte del denaro senza saldare integralmente il debito.

Per il Tribunale di Ravenna questo è sufficiente per ritenere provato il prestito e per pronunciare una sentenza di condanna (la n. 231 del 10/3/2017) nei confronti della donna, costretta a restituire tutto il denaro all’ex amante.

 

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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