Notizie Giuridiche

La mia ex suocera può richiedere indietro i soldi prestati per la casa?

Dopo la separazione l'ex suocera ha richiesto il rimborso di un prestito fatto alla figlia ed al suo ex marito. Il Tribunale respinge la richiesta.

Prestiti e donazioni non possono essere revocate solo perché la coppia si separa.

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Che fine fanno donazioni e prestiti se la coppia si separa?

Il ricorso all’aiuto dei genitori per le giovani coppie è molto frequente, specialmente se ci si trova a dover affrontare spese molto onerose, come l’acquisto di un’auto o di una casa.

Fino a quando i rapporti sono buoni non si pone alcun problema; quando invece il matrimonio scricchiola o, peggio, finisce in pezzi, queste somme di denaro diventano un’arma in più per attaccare l’ex coniuge.

Vediamo quindi come affrontare il tema delle donazioni e dei prestiti fatti dai genitori ai coniugi in caso di separazione.



Le donazioni sono revocabili se i coniugi si separano?

Il più delle volte quelli che vengono chiamati prestiti sono delle vere e proprie donazioni, poiché il genitore evita di chiedere la restituzione, salvo poi ricredersi dopo la separazione o il divorzio e fare di tutto per tornare indietro.

In questo caso è bene sapere che secondo il Codice Civile le donazioni non possono essere revocate, se non in casi specifici e, tra questi, non rientra la separazione coniugale [1].



La sorte di un prestito dopo la separazione.

La situazione non cambia di molto se invece di un regalo i genitori hanno inteso fare un prestito ai figli. In questo caso, infatti, nella maggior parte dei casi il genitore non pretende alcun interesse: si parla perciò di mutuo gratuito. 

La questione è stata recentemente affrontata dal Tribunale di Milano: una donna dopo aver prestato alla figlia ed a suo marito una somma per pagare alcuni debiti, a distanza di oltre 10 anni dal prestito e dopo la separazione, decide di richiedere all’ex genero la restituzione dei soldi.

La “regalia” (così viene chiamata nella causale del bonifico) era stata versata su un conto corrente cointestato, ma la donna indirizza la richiesta di rimborso solo all’ex genero che, dopo alcune insistenze, versa un modesto acconto di circa 2000 euro, senza però versare altre somme.

A questo punto l’ex suocera si rivolge al Tribunale per ottenere indietro il suo denaro, ma il Giudice rigetta la domanda in quanto non ritiene che il rapporto possa essere configurato come mutuo.

Infatti, i versamenti erano stati effettuati su un conto cointestato ai due coniugi ed erano stati da questi utilizzati per le esigenze della famiglia. Ma soprattutto, è irrilevante che l’ex genero abbia restituito parte della somma.

Questo comportamento infatti non lo qualifica come debitore, in considerazione del fatto che un prestito può essere rimborsato anche da un terzo [3].

Note:

  1. Cassazione, sentenza 19529, sezione Seconda del 09-11-2012;
  2. Tribunale di Milano, sentenza n. 8728/2017 pubbl. il 17/08/2017;
  3. Art. 1180 del Codice Civile, secondo il quale l’adempimento di una obbligazione può essere effettuato anche da un terzo.

 

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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