Notizie Giuridiche

Guida in stato di ebbrezza: la sospensione della patente disposta dal Prefetto

Si tratta di una misura cautelare amministrativa volta ad impedire che il soggetto indiziato di guida in stato di ebbrezza possa rappresentare un pericolo per gli altri utenti della strada.

In caso di guida in stato di ebbrezza il provvedimento del Prefetto è una misura cautelare amministrativa dovuta.

sospensione patente guida in stato di ebbrezza
La sospensione del Prefetto non deve essere motivata

L’ordinanza della prefettura con la quale viene disposta la sospensione provvisoria della patente di guida – nelle more del procedimento penale – non deve specificare le ragioni per le quali il conducente, colpito dal provvedimento, rappresenterebbe un pericolo per gli altri utenti della strada,.

Queste ragioni sono già ritenute sussistenti dal legislatore nel momento in cui la rilevazione dell’etilometro attesta che il tasso alcolemico del conducente è oltre il limite di legge.



Sussiste quindi una profonda differenza tra il provvedimento di sospensione provvisoria della patente di guida disposto dal Prefetto rispetto a quello disposto dall’Autorità Giudiziaria: quest’ultimo, infatti, al termine del procedimento costituisce una sanzione e non un provvedimento cautelare e, come tale, dovrà essere adeguatamente motivato.

Questo è quanto ha stabilito il Tribunale di Udine con la sentenza n. 1322 del 4 novembre 2016 con la quale è stata annullata la sentenza del Giudice di Pace che, a sua volta, aveva annullato il provvedimento prefettizio di sospensione della patente di guida ad un uomo sorpreso alla guida della propria auto con un tasso alcolemico superiore ai valori previsti dal Codice della Strada.



La guida in stato di ebbrezza è sanzionata in maniera piuttosto rigorosa dal Codice della Strada. Per una panoramica del reato e delle conseguenze previste dal C.d.S. leggi: Guida in stato di ebbrezza

 

 

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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