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Fondo patrimoniale: costituzione, effetti e disciplina

Il fondo patrimoniale è uno strumento utilizzato per tutelare e difendere il patrimonio immobiliare dai creditori e dal fisco per i debiti di uno dei coniugi.

fondo patrimoniale
Il fondo patrimoniale

Per mettere al riparo da eventuali pignoramenti il patrimonio familiare spesso si ricorre al fondo patrimoniale, uno strumento che consiste in una convenzione matrimoniale per la quale  si costituisce un vincolo su alcuni beni che vengono percò riservati in via esclusiva agli interessi della famiglia.

Costituzione del fondo patrimoniale

Il fondo può essere costituito da uno o da entrambi i coniugi in qualunque momento, oppure da un terzo che può disporlo per testamento o tramite legato. L’obiettivo, come detto, è quello di salvaguardare alcuni beni dalle pretese dei creditori particolari di uno dei coniugi per debiti che quest’ultimo può accumulare durante lo svolgimento di attività di impresa o di lavoro autonomo.

Nel fondo patrimoniale possono confluire beni immobili, beni mobili iscritti in pubblici registri o titoli di credito oggettivamente individuati (devono essere nominativi – ad esempio le azioni di società) che vengono destinati a soddisfare in via prioritaria gli interessi della famiglia.

Gli effetti del fondo patrimoniale

Gli effetti si distinguono in effetti interni o esterni, a seconda che riguardino i coniugi o i terzi.

Effetti interni

Dopo la costituzione del fondo, i beni diventano di proprietà di entrambi i coniugi ai quali spetta l’amministrazione in base alle norme sulla comunione legale. Nell’atto costitutivo, tuttavia, è possibile prevedere una diversa disciplina: se proprietario esclusivo dei beni rimane uno solo dei coniugi, all’altro spetta comunque il potere di amministrazione.

I proventi dei beni conferiti va utilizzato esclusivamente per le esigenze della famiglia (mantenimento, vestiario, cure mediche, istruzione). Con il consenso di entrambi i coniugi, i beni del fondo possono essere concessi in garanzia (ipoteca o pegno) e, se vi sono figli minori, ove non sia diversamente previsto, è necessaria anche l’autorizzazione del giudice tutelare.

Effetti esterni

Come abbiamo detto lo scopo fondamentale del fondo patrimoniale è quello di impedire che i beni conferiti nel fondo vengano aggrediti dai creditori. Affinché il fondo possa produrre questo effetto è necessario tuttavia che ricorrano due condizioni:

  1. il fondo deve essere annotato a margine dell’atto di matrimonio;
  2. se il fondo viene costituito su beni immobili è altresì necessaria la trascrizione nei registri immobiliari.

Quando sono rispettati questi paletti, i creditori particolari del coniuge non possono rivalersi sui beni (e sui relativi frutti) del fondo patrimoniale.

Il limite, tuttavia, non opera quando il debito è sorto per soddisfare esigenze della famiglia o per i debiti sorti per esigenze diverse, ma che il creditore non sapeva essere estranee alle esigenze familiari.

Esempio:

Supponiamo che un imprenditore comproprietario con la moglie di un immobile lo destina a fondo patrimoniale. L’immobile è l’unico bene della coppia e la famiglia si mantiene solo con i proventi dell’attività imprenditoriale dell’uomo. Se questi contrae un debito con la banca per la propria attività di impresa, la banca potrà aggredire l’immobile anche se costituito in fondo patrimoniale, salva la possibilità per l’imprenditore di dimostrare che il debito contratto è estraneo alle esigenze familiari e che di questo la banca era a conoscenza.

Debiti fiscali e fondo patrimoniale

Secondo l’Amministrazione Finanziaria i debiti con il fisco non incontrano un limite nel fondo patrimoniale. La giurisprudenza ha sempre sostenuto la tesi contraria, tuttavia la Cassazione con una sentenza del mese di ottobre scorso ha stabilito che può essere iscritta ipoteca sugli immobili costituiti in fondo patrimoniale poiché il fatto che il debito fiscale sia sorto per esigenze estranee ai bisogni della famiglia deve essere dimostrato dal contribuente. La sussistenza di esigenze diverse rispetto a quelle primarie della famiglia va circoscritta quindi ai soli beni voluttuari.

Revocatoria fondo patrimoniale

Quando la costituzione del fondo è dolosamente finalizzata a non onorare i propri debiti ai creditori spetta l’azione revocatoria, cioè la possibilità, nei cinque anni successivi alla costituzione del fondo, di ottenere una pronuncia che dichiari l’inefficacia del vincolo e quindi la piena possibilità di aggredire i beni.

In questo caso occorre distinguere se il debito è sorto prima o dopo la costituzione del fondo:

  • nel caso in cui il fondo sia costituito dopo che il coniuge ha contratto il debito, il creditore dovrà semplicemente dimostrare che il debitore era a conoscenza del danno che avrebbe portato ai creditori, sottraendo dei beni alla loro garanzia. In questo caso, quindi, la costituzione del fondo patrimoniale appare assolutamente inutile;
  • nel caso in cui il fondo sia già costituito nel momento in cui è sorto il debito, ai creditori spetta anche l’onere di dimostrare che il debitore ha intenzionalmente costituito il fondo patrimoniale per arrecare loro un danno.

Quando i debiti sono di natura fiscale, per altro, se viene dimostrata l’intenzionalità, può essere contestato anche il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Cessazione del fondo patrimoniale

Il vincolo costituito sui beni è legato al vincolo matrimoniale, per tanto in caso di divorzio o di annullamento del matrimonio il fondo patrimoniale viene sciolto.

A questo punto bisogna distinguere due ipotesi:

  1. se vi sono figli minori, il fondo permane fino a quando il figlio più piccolo diventa maggiorenne: fino a tale momento il giudice detta le regole per l’amministrazione dei beni;
  2. se non vi sono figli minorenni, si procede allo scioglimento del fondo secondo le regole della comunione legale.
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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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