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Divorzio: chi paga il mutuo tra i due ex coniugi?

Dopo il divorzio l'uomo paga il mutuo dell'abitazione coniugale e la donna ha una specifica professionalità: niente assegno di mantenimento secondo il Tribunale di Roma.

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In caso di divorzio chi paga il mutuo?

di Fabrizio Gareggia – Ancora una sentenza in materia di assegno di mantenimento che fa applicazione del principio della autoresponsabilità economica dei coniugi nel divorzio.

In questo caso, tra i criteri seguiti dal Tribunale vi è anche quello relativo al soggetto che dopo il divorzio paga il mutuo: l’uomo, in base agli accordi raggiunti, si è accollato il pagamento delle rate per il mutuo della ex casa coniugale in comproprietà, ma che è rimasta nella disponibilità della donna.

Oltretutto, la signora risulta occupata alle dipendenze di una pubblica amministrazione e, sebbene sia una precaria, il contratto le è stato sempre rinnovato senza lunghe interruzioni negli ultimi anni.

Per il Tribunale di Roma [1], quindi, la donna che ha chiesto l’assegno di mantenimento non ne ha diritto in quanto è autosufficiente dal punto di vista economico: l’assegno di mantenimento ha natura assistenziale e non può essere corrisposto se l’ex coniuge è economicamente indipendente.

Chi paga il mutuo in caso di divorzio?

Il contratto di mutuo è autonomo rispetto alle altre vicende economiche della separazione o del divorzio. Per tale ragione rimane vincolante anche quando i coniugi decidono di mettere fine al matrimonio.

In questo caso si pone il problema di stabilire chi tra i due coniugi sarà tenuto a pagare le rate. La questione non è facile da risolvere, poiché dipende da diversi fattori che possono cambiare radicalmente la prospettiva in sede di giudizio.

Sicuramente la spesa per il rimborso delle rate è un elemento importante al fine di stabilire se l’assegno di mantenimento spetti o meno e, soprattutto, in quale misura. Per tale motivo è fondamentale evidenziare tale spesa già dalle prime fasi del giudizio affinché ogni successiva decisione del Tribunale, quindi anche i provvedimenti presidenziali, vengano calibrati sulla effettiva capacità economica di ciascun coniuge.

Gli accordi tra coniugi per il pagamento del mutuo.

Molto spesso il pagamento del mutuo è la spesa principale tra quelle ricorrenti di una famiglia. Per questo motivo è frequente che in caso di separazione consensuale i coniugi inseriscano tra le condizioni della separazione o del divorzio alcuni accordi che riguardano le rate.

In ogni caso, qualunque sia l’accordo, è bene ricordare che la banca non è vincolata a rispettare le intese raggiunte dai coniugi: per tanto, se ci si accorda affinché sia solo uno dei due coniugi a pagare il mutuo, se il contratto è cointestato, in caso di mancato pagamento l’istituto di credito potrà sempre rivolgersi all’altro.

Il pagamento del mutuo come contributo al mantenimento.

Quando la casa coniugale è di proprietà di uno solo dei coniugi, questi sarà l’unico a dover rimborsare le rate.

La disponibilità di una casa è un fatto che ha una sua rilevanza economica e che, quindi, ha delle conseguenze anche nella determinazione della misura dell’assegno di mantenimento [2].

L’assegnazione dell’immobile all’altro coniuge tuttavia non può mai essere prevista come sostitutiva dell’assegno di mantenimento: la casa, infatti, viene assegnata al coniuge collocatario esclusivamente nell’interesse dei figli [3].

In questo caso, però, se il coniuge assegnatario è privo di reddito, non sarà possibile dare eccessiva rilevanza economica all’assegnazione della casa, poiché l’assegno di mantenimento dovrà comunque fornire le sostanze per poter godere dell’immobile  e pagarne i costi di gestione e funzionamento, oltre ovviamente a quelle alimentari.

  1. Tribunale di Roma, Sentenza n. 19803 del 20 ottobre 2017;
  2. Cassazione, Sentenza n. 2445 del 9 febbraio 2015;
  3. Cassazione, Sentenza n. 25420 del 17 dicembre 2015;
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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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