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Cosa succede se non si paga il bollo auto?

Il bollo auto è una tassa sulla proprietà dell'autoveicolo e deve essere pagato anche se il mezzo non si usa, per non incorrere in sanzioni e conseguenze anche gravi. Vediamo cosa succede se non si paga.

Cosa succede se non si paga il bollo auto
Cosa succede se non si paga il bollo auto?

La tassa automobilistica o di circolazione, conosciuta da tutti come bollo auto, è un tributo regionale che deve essere pagato dai proprietari degli automezzi immatricolati e registrati al PRA.

Si tratta di una delle tasse più note e più odiate, al pari del canone Rai, perché capita spesso di dimenticarsi di pagare, o perché non si hanno i soldi nel momento in cui scade. Purtroppo le conseguenze per chi non paga il bollo auto sono costose (sanzioni, cartelle esattoriali, fermo amministrativo) e si può arrivare anche alla radiazione del veicolo nei casi più gravi.

Bollo auto non pagato: conseguenze.

Come diremo più avanti, è possibile pagare il bollo auto in ritardo con delle maggiorazioni. Se anche questa possibilità non viene sfruttata però, dovremo prepararci a subirne le conseguenze. Infatti, in caso di mancato pagamento del bollo auto la regione invia al proprietario del mezzo un avviso di pagamento contenente l’intimazione a versare la somma dovuta.

L’avviso deve essere spedito al contribuente entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento. Per fare un esempio, se il bollo non pagato è relativo all’anno 2012, la regione deve inviare l’avviso di pagamento entro il 31 dicembre 2015. Occorre tuttavia fare particolare attenzione, perché se per il bollo 2012 il contribuente aveva la possibilità di pagare fino a gennaio 2013, anche la scadenza slitta di un anno: quindi, nel caso del nostro esempio, la scadenza sarà fissata al 31 dicembre 2016.

Se non si paga neanche dopo l’avviso della regione, decorsi 60 giorni l’avviso diviene definitivo e la somma viene iscritta a ruolo. La palla quindi passa ad Agenzia Entrate – Riscossione che invierà una cartella di pagamento maggiorata di interessi e sanzioni. La notifica della cartella deve avvenire entro due anni dal momento in cui l’avviso di accertamento è divenuto definitivo secondo la Cassazione (1).

Se i termini di notifica sono regolari non resterà che pagare per non incorrere nelle procedure di recupero esattoriali: tra queste vi sono il pignoramento del conto corrente, dello stipendo o della pensione e l’odiatissimo fermo amministrativo particolarmente insidioso perché comporta il divieto di circolazione per il mezzo colpito dal provvedimento.

Chi viene sorpreso a circolare con un veicolo sul quale è stato iscritto un fermo amministrativo rischia una sanzione amministrativa pesantissima che va da 770 a 3.086 euro. Meglio non sfidare la sorte.

Per chi non paga il bollo auto per tre anni consecutivi, inoltre, l’A.C.I. può richiedere la cancellazione del veicolo dal P.R.A. (2)

Cosa succede se pago il bollo auto in ritardo?

La legge consente il pagamento del bollo auto in ritardo con il ravvedimento operoso una procedura che il contribuente può attivare autonomamente, pagando oltre al bollo scaduto le seguenti sanzioni: entro trenta giorni dalla scadenza, la sanzione è pari al 2,5% dell’importo dovuto; dopo i trenta giorni dalla scadenza ma entro i dodici mesi, la sanzione è del 3%. Passato un anno dalla scadenza, la sanzione è del 30%.

Alle sanzioni si devono aggiungere anche gli interessi in misura variabile a seconda del periodo di ritardo accumulato.

 

  1. Cassazione, Ordinanza n. 316 del 9 gennaio 2014: “In materia di tasse automobilistiche la notifica della cartella di pagamento deve essere effettuata entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo per gli importi dovuti in base agli accertamenti effettuati dall’ufficio“.
  2. Art. 96 C.d.S.: ” Adempimenti conseguenti al mancato pagamento della tassa automobilistica. 1. Ferme restando le procedure di recupero degli importi dovuti per le tasse automobilistiche, l’A.C.I., qualora accerti il mancato pagamento di detti tributi per almeno tre anni consecutivi, notifica al proprietario del veicolo la richiesta dei motivi dell’inadempimento e, ove non sia dimostrato l’effettuato pagamento entro trenta giorni dalla data di tale notifica, chiede la cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del P.R.A., che ne dà comunicazione al competente ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. per il ritiro d’ufficio delle targhe e della carta di circolazione tramite gli organi di polizia, con le modalità stabilite con decreto del Ministro delle finanze, sentito il Ministro dei trasporti e della navigazione.2. Avverso il provvedimento di cancellazione è ammesso ricorso entro trenta giorni al Ministro delle finanze.
    2-bis. In caso di circolazione dopo la cancellazione si applicano le sanzioni amministrative di cui al comma 7 dell’articolo 93.
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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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