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Corte di Cassazione, II Sezione Civile, Ordinanza n. 28399/17 pubblicata il 28 novembre 2017

La notifica della cartella esattoriale a mezzo pec effettuata dal concessionario della riscossione è valida.

Sentenza n. 28399-17

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SECONDA SEZIONE CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. STEFANO PETITTI – Presidente
Do11. PASQUALE D’ASCOLA – Consigliere
Dott. ANTONIO ORICCHIO – Consigliere
Dott. GIUSEPPE GRASSO – Consigliere
Dott. RAFFAELE SABATO – Rel. Consigliere

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

sul ricorso 29652-2014 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE (già EQUITALIA CENTRO S.p.A), in persona del legale rappresentante pro tempore, domiciliata ex lege in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CANCELLERIA della CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato MARIA RITA REMY;
– ricorrente –

contro

TR / COMUNE X (FE), in persona del
Sindaco pro tempore, POLIZIA LOCALE di X , in persona del Dirigente pro tempore;
– intimati –

avverso la sentenza n. 554/2014 del TRIBUNALE di
FERRARA, depositata il 1S/05/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 27/09/2017 dal Consigliere RAFFAELE SABATO.

Rilevato che:
con sentenza ex art. 281 sexies cod. proc. civ. in data 15 maggio 2014 il Tribunale di Ferrara in composizione monocratica ha respinto appello proposto da Equitalia Centro s.p.a. avverso decisione con cui il giudice di pace di X aveva accolto opposizione proposta da RT nei confronti dell’agente per la riscossione predetto e del comune di X in ordine a cartella di pagamento per sanzioni amministrative pecuniarie;

a supporto di detta decisione il tribunale ha ritenuto, condividendo la decisione del giudice di pace, «l’inesistenza della notifica» «attuata direttamente dal concessionario» ex art. 26 comma primo del d.p.r. n. 602 del 29 settembre 1973 mediante invio di lettera raccomandata con avviso di ricevimento; secondo il tribunale, la norma predetta, nel suo esordio, elenca i soggetti abilitati alla notifica (“La cartella e’ notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale”), per cui l’espressione che segue (“La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento”) – dopo la soppressione delle parole “da parte dell’esattore” originariamente in essa contenute [ad opera dell’art. 12, comma 1, d. Igs. n. 46 del 26 febbraio 1999 con testo poi mantenuto dall’ulteriore novellazione di cui all’art. 1, comma 1, lett. c), d. Igs. n. 193 del 27 a assumerebbe un significato da mettere in «raccordo parte della norma sui soggetti abilitati a notificare, non potendo essere oggetto di autonoma lettura» stante il «venir meno del previgente esplicito riferimento alla figura dell’esattore quale soggetto ulteriore rispetto agli altri tassativamente indicati», per cui «solo loro» potrebbero procedere a tale «ulteriore forma di notifica»; neppure avrebbe «valore dirimente quanto sancito dall’ultimo comma dell’art. 26 per cui “l’esattore deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione” poiché ciò non incide[rebbe] per cosi dire a monte sui soggetti che possono essere esclusivi autori diretti della forma di notificazione a mezzo del servizio postale»;
avverso detta decisione ha proposto ricorso per cassazione Equitalia Centro s.p.a. su un unico motivo, rispetto al quale RT e il comune di X non hanno svolto difese;
con le proprie conclusioni scritte il PG ha sollecitato l’accoglimento del ricorso;

considerato che:

è fondato l’unico motivo con cui l’agente per la riscossione ha denunciato violazione e falsa applicazione dell’art. 26 del d.p.r. n. 602 del 1973;

invero, l’interpretazione della norma fornita dal tribunale di Ferrara si pone contro la giurisprudenza di questa corte, immutata pur dopo le novellazioni dell’art. 26 cit., nel senso che la disposizione consente che la notificazione possa essere eseguita “anche mediante invio” diretto dell’atto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento (oggi anche PEC) da parte dell’agente per la riscossione;

si è specificato che in tal «caso la notifica si perfeziona con la ricezione da parte del destinatario, alla data risultante dall’avviso dì ricevimento, senza necessità dì redigere un’apposita relata di notifica … L’accertamento circa la coincidenza tra la persona cui la cartella è destinata e quella cui è consegnata è, difatti, di competenza esclusiva dell’ufficiale postale, che vi provvede con un atto (l’avviso di ricevimento della raccomandata) assistito dall’efficacia probatoria di cui ali’art. 2700 c.c., avendo natura di atto pubblico …» (così Cass. n. 6395 del 19/03/2014 che richiama Cass. n. 11708 del 27/05/2011 e v. anche n. 14327 del 19/06/2009 e di recente n. 4567 del 06/03/2015 e n. 20918 del 17/10/2016). La stessa giurisprudenza ha specificato – in senso diametralmente opposto a quanto sostenuto dal tribunale di Ferrara, che ha svalutato tale dato esegetico – che «non a caso il citato art. 26, penultimo comma, dispone che il concessionario è obbligato a conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento, in ragione della forma di notificazione prescelta, al fine di esibirla su richiesta del contribuente o dell’amministrazione. In tale ultima ipotesi, pertanto, è l’avviso di ricevimento a garantire l’esatta individuazione del destinatario dell’atto, tenendo luogo della notifica di cui alla prima parte del citato art. 26, ed a fare fede della sua spedizione da parte del soggetto legittimato, che in tal caso è direttamente il concessionario, agente della riscossione»; nel senso anzidetto, dunque, non assume specifico significato la soppressione dell’inciso relativo alla menzione espressa della figura dell’esattore” quale soggetto titolato all’invio diretto, posto che tale soppressione, com’è noto, si è giustificata soltanto a cagione del passaggio dal sistema di esazione a quello del concessionario – e poi agente – per la riscossione;

accogliendosi il ricorso, deve cassarsi la sentenza impugnata con rinvio al tribunale di Ferrara in composizione monocratica, in persona di diverso magistrato, che provvederà anche sulle spese del presente giudizio;

P.Q. M.

la corte accoglie il ricorso e rinvia al tribunale di Ferrara in composizione monocratica, in persona di diverso magistrato, anche per le spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della seconda sezione civile, il 27 settembre 2017.
Il presidente
(S. Petitti)

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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