Guide Legali

Come contestare una bolletta: guida pratica.

Ogni mese gli utenti devono fare i conti con le bollette di acqua, luce, gas e telefono. Ma se la bolletta è salata cosa si può fare?

come contestare una bolletta
Come contestare una bolletta dell’acqua, della luce, del gas o del telefono?

Tutti si sono chiesti almeno una volta come contestare una bolletta della luce, dell’acqua, del gas o del telefono. In questa guida legale vediamo come fare e in quali casi è possibile.

Spesso arrivano conti molto salati da pagare. Le utenze per servizi come acqua luce e gas, o per il telefono rappresentano una voce molto importante nel bilancio di una famiglia e capita spesso di trovarsi in difficoltà quando arriva una bolletta salata che non avevamo previsto, specialmente se abbiamo un reddito fisso.

Le bollette con gli importi maggiori sono quelle a conguaglio, cioè quelle che chiudono un periodo di fornitura e nelle quali il fornitore calcola il consumo reale dell’utente. Detrae le bollette pagate in acconto e ci presenta il saldo. Molte volte sono dolori.

Come funziona il sistema di calcolo delle bollette?

Le bollette vengono calcolate sulla base dei consumi rilevati dai contatori istallati dal fornitore per ogni utenza. Il risultato di questi contatori si presume corretto, a meno che l’utente non dimostri che ci sono stati malfunzionamenti dell’apparecchiatura: in questo caso avrà diritto ad uno sconto pari ai consumi sovrastimati.

Più in generale il sistema funziona con il metodo dei cosiddetti consumi stimati: il fornitore ci addebita un importo sulla base dei nostri consumi storici. L’utente in questo caso può procedere all’autolettura, in maniera tale da correggere le stime del fornitore e pagare per quanto ha effettivamente consumato.

In ogni caso non c’è un obbligo di effettuare l’autolettura, quindi oltre a pagare in base ad un consumo presunto non ci sono altre conseguenze per l’utente. Tuttavia, se non vengono inviati i dati, il fornitore ha l’obbligo, almeno una volta all’anno di tentare di effettuare la lettura del contatore e procedere al conguaglio per regolare i rapporti dare avere tra le parti.

Se il fornitore non dà prova di aver almeno tentato di effettuare la lettura con il proprio personale la bolletta inviata a conguaglio può addirittura essere annullata dal giudice (1).

Come comportarsi se si riceve una bolletta molto alta?

Il consiglio che possiamo dare è quello di scrivere immediatamente alla società fornitrice per contestare la fattura e chiedere chiarimenti.

Se non si fa niente e non si paga, infatti si corre il rischio di vedersi sospendere la fornitura o ridurre la potenza del contatore e finire negli elenchi dei famigerati call center di recupero crediti che ci renderanno la vita un vero e proprio tormento.

Inoltre la prova scritta di una contestazione può essere fornita come prova in caso di contenzioso con la società fornitrice, mentre se ci limitiamo a telefonare alla compagnia rischiamo di non avere in mano nulla per dimostrare che abbiamo contestato la fornitura.

Quando inviamo il reclamo la società è obbligata a risponderci entro 40 giorni e, eventualmente a restituirci i soldi. Se invece rigetta la nostra richiesta o non ci rende il denaro potremo rivolgerci allo sportello del consumatore presso l’Autorità Garante AEEG che può irrogare una sanzione al fornitore.

Per riavere indietro i nostri soldi o fare annullare la bolletta, tuttavia si dovrà tentare dapprima la strada della conciliazione di fronte ad un organismo di mediazione e, quindi, se rimarremo insoddisfatti, non resterà che rivolgerci al Giudice. Sotto i 1.100 euro la causa può essere fatta anche senza avvocato.

Per quali motivi si può contestare una bolletta?

Come abbiamo detto una bolletta si può contestare perché riteniamo che la rilevazione fatta dal contatore non sia corretta. In questo caso dovremo fornire la prova dell’errore dell’apparecchiatura. Teniamo presente –  questo vale in particolar modo per l’acqua – che se il consumo eccessivo dipende da un malfunzionamento del nostro impianto, dopo il contatore per intenderci, saremo comunque tenuti a pagare la bolletta, magari rateizzandola.

Un’altra ipotesi in cui si può contestare la bolletta, è quella relativa ad una bolletta di conguaglio eccessiva per la quale il fornitore non dimostra di aver proceduto prima alla lettura del contatore. In questo caso la lettura del contatore serve proprio a motivare l’importo del conguaglio e in mancanza la bolletta potrà essere annullata, come hanno già fatto diversi Giudici di Pace.

Un altro caso in cui si può contestare la bolletta è quando il credito si è prescritto. I contratti con le società fornitrici di luce, acqua, gas o telefono sono contratti di somministrazione e i relativi crediti, per tanto si prescrivono in 5 anni. Per approfondire il tema della prescrizione delle bollette si può consultare questa guida sul tema Prescrizione bollette: dopo quanto tempo e cosa fare.

Tra l’altro attualmente, proprio per il problema delle bollette di conguaglio c’è un disegno di legge che riduce il tempo di prescrizione a due anni (2), proprio per evitare che a distanza di molto tempo l’utente si veda recapitare una bolletta salata e magari non ha più la documentazione del pagamento o non ha la possibilità di controllare l’esattezza degli addebiti.

Distacco della fornitura. In quali casi è possibile?

Non sempre il fornitore può procedere al distacco, le situazioni variano a seconda dei casi, se abbiamo a che fare con un’utenza privata o con una commerciale e la tipologia (acqua, luce, telefono o gas).

Diciamo in linea generale che non è possibile il distacco per le forniture contestate senza che sia prima stato dato riscontro alla contestazione.

Inoltre, prima di procedere al distacco deve essere inviata all’utente una comunicazione di preavviso che deve indicare diverse informazioni: i tempi per pagare, le modalità con cui comunicare l’avvenuto pagamento ecc…

In alcuni casi non è possibile proprio procedere al distacco, come ad esempio quando l’importo della fattura insoluta è inferiore all’importo medio stimato in un ciclo di fatturazione. Quindi, ad esempio, se nel corso dell’anno spendiamo in media 200 euro a bimestre, non sarà possibile staccare la fornitura per cifre inferiori.

Per approfondire questo argomento è possibile consultare questa guida legale sul tema Quando è possibile il distacco per morosità?.

  1. Giudice di Pace di Salerno, Sentenza n. 4510/16
  2. Proposta di legge AC 3792
Tags

Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti

 

Comodamente su Messenger.

Il servizio è gratuito e puoi cancellarti quando vuoi.

Solo le informazioni che contano, niente pubblicità.