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Cani in condominio: possibile allontanarli se sono troppi

Il rumore e il cattivo odore possono essere giusta causa di allontanamento: i cani in condominio, specialmente quelli che abbaiano troppo disturbano la quiete pubblica. Per il Tribunale di Napoli vanno allontanati.

cani in condominio
I cani che abbaiano in condominio vanno allontanati secondo il Tribunale di Napoli

Accolto il ricorso del Condominio: i cani che abbaiano disturbano la quiete degli altri condomini. Gli odori sono insopportabili e le condizioni in cui vengono custoditi dai proprietari sono quasi una violenza nei confronti dei poveri animali.

Per tale ragione, con una sentenza molto articolata, il Tribunale di Napoli condanna i convenuti ad allontanare gli animali dall’appartamento, autorizzandoli a tenere con sè al massimo due esemplari per specie (nella casa vi erano anche numerosi uccelli).

La vicenda giudiziaria

Dopo numerosi tentativi bonari l’assemblea delibera l’azione legale nei confronti di due coniugi che ospitano numerosi cani e uccelli all’interno del proprio appartamento e nel piccolo giardino antistante l’abitazione.

L’amministratore agisce in Tribunale denunciando:

  • la violazione del regolamento condominiale;
  • la violazione dell’art. 844 cc.

Il condominio lamenta un rumore insopportabile per i cani che abbaiano ed odori fastidiosi, sia di giorno che di notte, per tutte le zone condominiali e sino all’interno degli appartamenti di proprietà esclusiva degli altri condomini, che sono costretti a tenere sempre porte e finestre chiuse. In questo stato di cose i condomini non possono usufruire né delle parti comuni né delle aree e degli immobili in proprietà esclusiva.

Nel corso del giudizio, i convenuti rimangono contumaci e la causa viene decisa sulla base di una consulenza tecnica d’ufficio che evidenzia chiaramente come le immissioni rumorose dei cani che abbaiano e i cattivi odori superino la normale tollerabilità, anche in relazione al contesto dei luoghi. L’appartamento, infatti, si trova in una zona tranquilla e poco rumorosa; il condominio si affaccia su una piazza riservata ai condomini e gli immobili hanno un aspetto signorile e ben curato.

Determinante nella decisione del giudice anche il sospetto che agli animali fossero state somministrate sostanze calmanti per non farli abbaiare: nel corso dei sopralluoghi del consulente nominato dal Tribunale, infatti, i cani apparivano quasi addormentati.

La decisione del Tribunale: i cani che abbaiano vanno allontanati

La prima domanda del condominio (che vale a radicare la competenza del Tribunale, in luogo di quella del Giudice di Pace) volta a far valere la violazione del regolamento condominiale in relazione al divieto di detenere animali molesti, viene rigettata per due ordini di ragioni.

In primo luogo non è stata fornita la prova che il regolamento condominiale, di natura contrattuale secondo quanto dedotto dal condominio, fosse opponibile anche ai convenuti. E’ bene ricordare che quando un regolamento condominiale dispone norme che limitano la facoltà e le modalità di godimento delle singole unità immobiliari (come quella che limità la possibilità di detenere animali), il regolamento deve essere approvato da tutti i condomini per iscritto (per alcuni Tribunali è necessario che sia anche trascritto).

In questo caso non vi sono prove sufficienti, ma soprattutto occorre tenere presente che l’ultimo comma dell’art. 1138 cc. dispone che il regolamento condominiale non può vietare di possedere o detenere animali domestici.

Sussiste invece la violazione dell’art. 844 cc. poiché:

  • in relazione al contesto dei luoghi, molto silenzioso, i cani che abbaiano fanno chiasso e producono un rumore molto intenso che, a seguito delle rilevazioni fonometriche, risulta ben oltre il limite dei 3db oltre il rumore di fondo;
  • quanto agli odori, pur non esistendo un sistema di rilevazione previsto dalla legge, sono talmente insopportabili che risulta superflua ogni ulteriore indagine tecnica. Tuttavia il CTU impiega un “metodo descrittivo” che consente di rappresentare, secondo una scala di valori, l’intensità dell’odore che risulta essere “forte” e “distinto”.

 

Per tale ragione “deve disporsi la condanna dei tre convenuti, in solido tra loro, all’allontanamento in via definitiva dal loro immobile di tutti i cani presenti, ad eccezione di due cani (da scegliersi a cura dei convenuti, o, in mancanza, secondo le modalità disposte dal giudice dell’esecuzione, così contemperando i diritti dei condomini e di quelli alla compagnia di animali dei convenuti)”. (Tribunale di Napoli, IV Sezione Civile, Sentenza n. 3422/2017 depositata il 16 marzo 2017).

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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