Notizie Giuridiche

Occupazione abusiva: risarcisce il Ministero se non provvede allo sgombero.

Riconosciuto il risarcimento del danno a favore del proprietario dell'Aniene Palace Hotel occupato abusivamente nel 2013. Se la Questura non provvede allo sgombero ordinato dal Gip dovrà risarcire 260 mila euro al mese di affitto.

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Va risarcito il proprietario dell’immobile occupato se la Questura non procede allo sgombero ordinato dal GIP

Una sentenza che non tarderà a suscitare clamore quella pubblicata dal Tribunale di Roma il 14 novembre scorso (Sentenza n. 21347/17).

Il Giudice, infatti, ha riconosciuto ad una società il diritto ad ottenere dal Ministero dell’Interno un risarcimento pari ai canoni di locazione non percepiti dalla data in cui il GIP ha disposto il sequestro dell’immobile fino a quando il provvedimento non sarà eseguito.

Secondo il Tribunale il Viminale ha una responsabilità diretta per non aver eseguito il provvedimento penale di sequestro, sebbene onerata in tal senso dal GIP, poiché tale misura ha la finalità di impedire che il privato sopporti ulteriori pregiudizi dal reato di occupazione abusiva.

L’occupazione abusiva e la denuncia.

Nell’aprile del 2013 un immobile originariamente destinato ad hotel [1] viene occupato abusivamente da oltre 350 persone. La società proprietaria pertanto si rivolge all’Autorità Giudiziaria denunciando l’occupazione dell’immobile e la manomissione degli impianti idrico e antincendio.

Dell’accaduto vengono informate anche la Questura, la Prefettura e l’Amministrazione Comunale.

Il decreto di sequestro del GIP.

Nel mese di agosto 2014 il Giudice per le Indagini Preliminari dispone il sequestro dell’immobile affidandone l’esecuzione alla Digos che, tuttavia, non interviene. Alla società non rimane che rivolgersi al Tribunale, lamentando l’inerzia della Digos e, quindi, della Questura che, come noto, dipende dal Ministero dell’Interno.

La causa civile.

Il Giudice, pur non ritenendo che la Questura dovesse attivarsi esercitando le prerogative di polizia giudiziaria che le competono (non ricorrono infatti le condizioni di urgenza che legittimano lo sgombero forzoso, Infatti il reato previsto dall’articolo 633 c.p. non rientra tra le ipotesi previste dall’articolo 55 del codice di procedura penale), rileva come il Giudice per le Indagini Preliminari avessi affidato alla Digos il compito di procedere all’esecuzione del sequestro preventivo e questa non si era attivata.

Il decreto legge “Sicurezza Urbana”.

In pendenza di giudizio, per altro, interviene il decreto-legge 14 del 21 febbraio 2017 che stabilisce particolari modalità nell’attuazione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria concernenti occupazioni arbitrarie di immobili, stabilendo che sia il Prefetto a determinare concretamente le modalità per procedere allo sgombero.

Tuttavia, per il Tribunale, la facoltà che la Prefettura intervenga nelle modalità esecutive di un provvedimento giudiziario non giustifica la totale inerzia da parte della Questura originariamente dedicata all’esecuzione del sequestro.

La determinazione del risarcimento del danno.

L’analisi del Tribunale si arresta alla determinazione del lucro cessante, poiché l’attrice rinuncia in giudizio al risarcimento del danno materiale partito.

Come dies a quo per calcolare il risarcimento viene fissato il mese di settembre 2014, in quanto il provvedimento di sequestro è del mese di agosto e da tale data rileva l’inerzia della Questura.

Secondo il giudice il danno da lucro cessante può essere considerato in re ipsa, poiché deriva dalla perdita della disponibilità dell‘immobile che per sua natura è un bene fruttifero: il danno in questo caso si presume e la liquidazione essere effettuata dal giudice sulla base di presunzioni semplici prendendo a riferimento il valore educativo dell’immobile stesso.

Detto valore viene accertato a mezzo consulenza tecnica d’ufficio nella cospicua somma di oltre € 260.000 mensili: tanto dovrà risarcire il Ministero dell’Interno dal settembre 2014 fino al momento della liberazione dell’immobile.

  1. Ecco il prossimo palazzo da sgomberare“- l’articolo de Il Tempo sulla vicenda dell’Aniene Palace Hotel, occupato nel 2013 e sequestrato dal Gip del Tribunale di Roma nell’agosto 2014.

 

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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