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Affitto: niente tasse se l’inquilino è moroso.

Come evitare di pagare le tasse sui canoni non riscossi? Con la clausola risolutiva espressa.

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Inquilino moroso: come fare per non pagare le tasse sui canoni non riscossi.

Chi affitta una casa e non riscuote i canoni di affitto è costretto comunque a inserirli nella denuncia dei redditi. In questo modo, però, l’IRPEF viene comunque calcolata anche sulle somme che non sono state incassate.

Il Fisco applica questa prassi ingiusta e per esonerare il proprietario dal pagamento delle tasse sui canoni non riscossi pretende che un giudice pronunci la risoluzione del contratto nell’ambito di una procedura di sfratto per morosità.

Così facendo però il cittadino è tartassato due volte: la prima quando non incassa l’affitto dall’inquilino moroso, la seconda quando è costretto a pagare le tasse sulle somme non riscosse. Inoltre è possibile che dopo lo sfratto le somme non versate non siano recuperate, poiché si scopre che l’inquilino moroso è nullatenente.



Allora cosa si può fare?

La soluzione arriva dalla Commissione Tributaria Provinciale di Cremona che con una sentenza pubblicata oggi, la numero 136/2/17 (in precedenza anche CTP Brescia 365/5/14), chiarisce che se nel contratto è prevista la clausola risolutiva espressa, quando questa è operativa, non si devono più dichiarare nella denuncia dei redditi i canoni di locazione non riscossi dall’inquilino moroso.

Questa è la procedura da seguire per non pagare le tasse sui canoni non riscossi.

Inserire la clausola risolutiva espressa nel contratto di locazione

Per prima cosa occorre inserire la clausola risolutiva espressa nel contratto di locazione. Questa clausola stabilisce che in caso di mancato pagamento dei canoni alla scadenza concordata il contratto di locazione si intende automaticamente risolto.

La Corte di Cassazione ha ritenuto che la clausola risolutiva espressa è pienamente compatibile con il contratto di locazione ad uso abitativo disciplinata dalla legge 392/78.

Diffidare l’inquilino moroso con una raccomandata a/r

Una volta che si verifica il mancato pagamento dei canoni si deve inviare una raccomandata con avviso di ricevimento all’inquilino moroso, all’indirizzo indicato nel contratto, con la quale si dichiara che ci si vuole avvalere della clausola risolutiva espressa e che il contratto di locazione deve intendersi risolto.



Con la clausola risolutiva il contratto si risolve senza bisogno del giudice

Dopo aver dichiarato che si vuole fare uso della clausola risolutiva espressa il contratto si risolve automaticamente al momento in cui l’inquilino moroso riceve la raccomandata. In questo caso, secondo la sentenza citata, lo scioglimento di diritto dal contratto, fa venire meno per il proprietario dell’immobile l’obbligo di dichiarare i canoni non riscossi nella denuncia dei redditi.

 

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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