Notizie Giuridiche

Accesso non autorizzato e-mail: è reato anche con la password.

La ex moglie si salva solo perché il reato è prescritto, ma l'accesso alla casella di posta elettronica è vietato anche se si conosce la password dell'account fornita dall'ex marito.

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Per la ex moglie la casella email del marito è off limits

Dopo la separazione la ex moglie tira un brutto scherzo al marito: disponendo ancora della password di accesso alla casella e-mail decide di entrare nell’account, cambiare la password e sostituire la frase di sicurezza.

Risultato? Il malcapitato ex coniuge, di fronte alla spietata azione di disturbo, non ha più accesso alla sua posta elettronica e, per giunta, quando tenta di recuperare la password, si sente richiedere dal server una domanda molto particolare: “Quando lo hai preso nel kulo?” (Citazione letterale dalla sentenza della Cassazione).

Di qui il quesito risolto dalla Cassazione: è reato accedere alla casella di posta elettronica dell’ex coniuge anche se questi ci ha comunicato la password?

Nella vicenda in questione manca qualunque espediente per aggirare la protezione del sistema.

Secondo la Cassazione la conoscenza della password per l’accesso al sistema informatico, sebbene comunicata direttamente dal titolare dell’account, non esclude il carattere abusivo dell’accesso.

Infatti, come è noto, commette il reato di cui all’art. 615 ter, c.p., colui che accede abusivamente all’altrui casella di posta elettronica, trattandosi di uno spazio di memoria, protetto da una password personalizzata, di un sistema Informatico destinato alla memorizzazione di messaggi, o di informazioni di altra natura, nell’esclusiva disponibilità del suo titolare, identificato da un account registrato presso il provider del servizio (cfr. Cass., sez. V, 28.10.2015, n. 13057).

L’essere a conoscenza della password non esclude l’accesso abusivo, proprio perché tale accesso è stato effettuato in evidente contrasto con la volontà del titolare. Argomenta la Corte:

Nel caso in esame la circostanza che la ricorrente fosse a conoscenza della password di accesso al sistema informatico non esclude il carattere abusivo dei due accessi da lei effettuati, in considerazione del risultato ottenuto – palesemente in contrasto con la volontà del titolare della casella elettronica – di determinare “il cambio della password con impostazione di una nuova domanda di recupero ed inserimento della frase” ingiuriosa “quando lo hai preso nel kulo”. Cassazione, sentenza n. 52572 del 17 novembre 2017

 

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Fabrizio Gareggia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Perugia - Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Perugia con una tesi in Diritto del Lavoro sul tema "Il principio di non contestazione nel processo del lavoro - Cass. SSUU 761/2002". Esercita la professione legale nel proprio studio sito in Bastia Umbra (PG)

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